Com'erano progettate le città sovietiche?

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L'urbanistica e l'architettura dell'Unione Sovietica hanno il loro simbolo nei tipici complessi condominiali anonimi e nei palazzi popolari dai colori spenti e grigi. Perché i russi costruivano palazzoni alti fino a 20-30 piani? C'erano motivi sociali, oltre che di pianificazione e progettazione? Il collettivismo delle kommunalki, delle stalinka e delle Chruščëvka erano un terribile incubo o una rivoluzione? Dal classicismo socialista al costruttivismo degli anni 20 e 30, andiamo alla ricerca dei motivi per cui l'Unione Sovietica era famosa per i suoi condomini, i suoi quartieri e i suoi microdistretti dall'aspetto spartano e brutale.

La community Nova Lectio:

Fonti utilizzate:

5) Kopp (1986), Città e rivoluzione. Architettura e urbanistica sovietiche degli anni Venti.

💬 Comments
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Ragazzo Sovietico: "Mamma posso avere un po' di privacy in camera mia?"

Mama: "camera NOSTRA"

Author — Filippo Corradetti

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Ho soggiornato per una settimana in una Chruščëvka nel quartiere Lazdynai di Vilnius. C'è quello che serve, la scarsa qualità degi impianti è palpabile, ma gli spazi sono vivibili in due persone e i riscaldamenti fanno miracoli. Ci sono esempi di edilizia popolare italiana ben peggiori, non tanto nella qualità costruttiva, ma nella pianificazione urbanistica. In USSR si costruiva un quartiere, con parchi, piazze e negozi... in Italia, purtroppo, si sono costruite unità abitative senza servizi e spazi aggregativi.

Author — Taylor C4

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L’urbanistica e l’architettura sovietica: ultrafunzionalità in blocchi immensi di cemento armato. Ne ho fatto esperienza quando andai a Bratislava (ormai è divenuta tradizione parlarne ogni volta che si parla di Unione Sovietica). Su una parte del Danubio, il gioiello del centro storico della città con il suo bellissimo castello sulla collina; sull’altra parte del fiume, una vera e propria “Sovietville”: palazzoni in cemento ovunque. Mi dicevano che questa parte, nei piani originari, sarebbe dovuta divenire un’altra città, la terza più popolosa della Slovacchia.
Ad ogni modo, spero Simo che questo sia una prima lectio su una serie educata all’urbanistica e all’architettura. Sarebbe un sogno dato che questi ambiti sono una mia passione 😍.
Ottimo lavoro come sempre 💪🏻

Author — Caesar Laurus

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sono stato più volte in Russia negli ultimi anni, avevo la fidanzata a Mosca e il primo impatto col suo appartamento in semi-periferia al dodicesimo piano di un palazzone anni '70 fu scioccante...stanze piccole e soffitti bassi; una volta fatta l' abitudine però non era male. Ricordo che un giorno mi chiese di appendere un quadro, fare un buco in quei muri fu un' impresa titanica!

Author — Marco Palumbo

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Bellissima la musica di sottofondo del gioco "Soviet City"

Author — Riccardo

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Ho vissuto per un anno in entrambe le due tipologie di casermoni russi da te citati... non so all'epoca.. ma sicuramente oggi si vive bene... sicuramente sono state rimodernizzate... ognuna ha i servizi e tutto quello che serve.. addirittura hanno bagno e toilette separate come stanze... cmq al minuto 12:23 mostri una foto di casermoni russi che mi ricorda tantissimo la città di Klaipeda dove ho vissuto... sembra esattamente il "rione" (passami il termine) in cui vivevo io :D

Author — Maurizio Albanese Film Maker

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Nova meriterebbe più iscritti, mi aiuta a studiare quando non ne ho voglia

Author — Emperor 305

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Come qualcuno ha fatto notare in realtà l'Unione Sovietica era in generale un laboratorio di idee e innovazioni anche nel campo dell'architettura. Questo si vede principalmente nelle "opere pubbliche" e minore in quelle "private" (attenzione che è la proprietà dei mezzi di produzione che dev'essere abolita, non è un caso che comunque era permesso farsi l'orto e la propria dacia, anche se la questione della casa era spinosa perché seppur non sia mezzo di produzione veniva "statalizzato"). L'obiettivo però era appunto dare una casa a tutti (e le condizioni non era tanto distanti dagli standard medi occidentali, questi son cresciuti più che altro negli anni '70-'80, sottolineo medi) e i risultati non sono così diversi dalle case popolari italiane o del resto del mondo occidentale (anche se si è sperimentato spesso anche per fare le case popolari). Infatti non dovrebbe sorprendere eccessivamente la metratura ridotta (sopratutto se comparata agli standard occidentali dell'epoca, considerando che molti in Europa erano pure senza casa o pensiamo alle famiglie contadine del Sud Italia).

Author — Khan Archiloco

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Devo dire che nello stile, le abitazioni popolari realizzate a Roma intorno agli anni '70, hanno preso larga ispirazione da quello sovietico. Soprattutto nel colore.

Author — marcusgaudium

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Ciao, abito in Russia da dieci anni. Hai spiegato molto bene la realtà che ci circonda. Confermo che ci sono palazzi veramente tristi, Staliniani per l’appunto.. i nuovi direi che sono decisamente meglio! (Ultime foto nel video..) più colorati e pensati con forme e design nuovi!

Author — Da Lorenzo

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Interessante approfondimento che mi ha riportato agli anni del mio Erasmus in Slovakia. Quegli edifici mi hanno sempre trasmesso curiosità e tristezza allo stesso tempo. Ci provano a renderli più aggraziati, ma i tentativi sono quasi sempre fallimentari 😂

Author — Angyyyyy

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Confermo! Ma lo studio dei "Panelák o Chruščovka" era (è) basato sulla necessità di assicurare un abitazione in relazione al clima invernale e realizzando un integrazione e mutua assistenza tra coloro che vi abitano, in modo da limitare l'uso di alcool, salvaguardando e creando le nuove generazioni. Questo secondo aspetto, delle "nuove generazioni" è meno, noto ma per chi come me vive queste realtà e ci arriva da straniero, è stato sorprendente trovare le fotografie ed i racconti sulle loro vacanze dei bambini che vi abitano, nell'atrio dei panelák. La partecipazione e la rendicontazione degli avvenimenti della comunità dei residenti. Ogni "ingresso" di questi giganteschi palazzi è una comunità a se stante spesso in concorso con le altre per migliorare la qualità dell'ambiente e della struttura. Sono piuttosto rigidi sulle regole di convivenza. Sorprendente è la presenza di piccoli bazar aperti fino a tardi, al pian terreno, e talvolta commissariati di polizia nel primi tre piani della struttura. Questa esperienza si ripete sui villaggi estivi, dove si può affittare per un periodo di tempo, una piccola casetta di legno dove dormire, mentre tutte le altre attività domestiche sono in comune.

Author — Daniele Zanini

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Continuerò a supportarti, perché ne esistono davvero pochi di canali italiani che distribuiscono in un modo così semplice con termini facilmente comprensibili dei contenuti del genere, continua!

Author — NyanKiller 23

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Venite a Londra, soprattutto visitate i condomini (sia case popolari, sia abitazioni normali) e vedrete che anche al di qua della Cortina gli spazi interni erano e sono tutt'oggi ridotti.

Author — Alberto Liberatore

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La vera domanda è:
È scampià che ha copiato l'urss o l'urss che ha copiato scampià?

Author — Diego Musicco

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Bravissimo! complimenti un video davvero interessante!! Grazie!!!

mi permetto solo due ‘stimoli’ per una eventuale seconda puntata (se avrai la bontà di regalarcela):

1. l'immagine al min 2, 30 circa non è una città sovietica ma il Plan Voisin di Le Corbusier per Parigi, e quindi un aspetto da approfondire potrebbe essere quello del rapporto tra le teorie urbanistiche in Europa all’alba del Novecento e la loro più massiccia e diretta realizzazione nei paesi sovietici;

2. la città sovietica è fatta di aree residenziali (i microdistretti - o mikrorayon che citi) ma anche delle parti monumentali; nella città sovietica l’edificio monumentale non era certo la cattedrale, ma il palazzo del governo, il museo, il teatro ecc. e lì è molto interessante vedere come ‘razionalizzavano’ gli elementi monumentali degli edifici, talvolta con risultati sorprendenti…

ciò detto grazie per il lavoro ancora complimenti!

Author — Curzio Settanta

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Mai avrei creduto che questo argomento potesse essere così affascinante e profondo. Grazie Simone.

Author — mattia dall'asta

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Ho visto il grigiore a Berlino, in quella che era denominata la zona sovietica... Devo dire la verità, non era peggio della periferia di Bologna

Author — Claudia Scriba

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Per puro caso ho scoperto un paio di settimane fa il tuo canale, che dire...
Magnifico!!!
Finalmente un po' di divulgazione storica imparziale e senza quel tocca di mezzo film che hanno la maggior parte dei documentari in TV.
Bravo davvero, sì vede che ci metti passione!
Bellissimi argomenti, specialmente questi dove racconti i "vecchi regimi"!
Continua così! 🔝

Author — Fabio Solazzo

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Ti ringrazio davvero perché questo video è estremamente interessante su un aspetto effettivamente spesso trascurato. Sicuramente è una cosa che sai o che magari hai volutamente tralasciato per contenere la lunghezza del video. Io ho trovato particolarmente interessanti anche le grandi aree suburbane dove venivano dati ai cittadini sovietici dei terreni per la costruzione della dacia in modo che praticamente ogni famiglia avesse la possibilità di avere la sua secondaCasa si trattava di appezzamenti di terreno rigorosamente tracciati tipo Topolinia per capirci, Con blocchi se non ricordo male di 24 lotti uniti in coppie tutte della stessa dimensione 30 x 20 mq Almeno questa era la misura standard nei dintorni di KIEV.grazie davvero i tuoi video sono assolutamente interessantissimi

Author — christian buzio