I romani in America: ci sono mai arrivati?

  • 🎬 Video
  • ℹ️ Published 2 months ago
preview_player
UCdSELFnsKyXHwDvpjhOeegw

- L'ECOMMERCE DEL BAR DI ROMA ANTICA

EFFETTUA UNA DONAZIONE AL BAR DI ROMA ANTICA E OTTIENI LA GRATITUDINE DEI LEGIONARI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DEL BAR DI ROMA ANTICA CLICCANDO SUL LINK:

I Romani hanno mai raggiunto il continente americano? Basandoci sugli studi di Elio Cadelo, giornalista della Rai e inviato speciale, raccogliamo tutti gli indizi su una possibile presenza degli antichi romani nel continente americano. Un viaggio straordinario in una delle più suggestive ipotesi del periodo dell'antica Roma.

- CAPITOLI
0:00 Introduzione
1:54 I romani potevano arrivare in America?
4:52 Gli ananas nei mosaici
6:48 Il mais descritto da Plinio
8:29 I semi di girasole sulla nave romana
10:13 Il pappagallo Ara nel mosaico di Londra
12:14 La testa di Toluca
15:33 Le lettere di Cristoforo Colombo
18:01 Il resoconto di una tomba romana
22:17 Conclusioni

FONTI
- L'Oceano degli antichi, quando i Romani andavano in America, Elio Cadelo
- Mosaico di Palazzo Massimo, Roma
- Plinio Il Vecchio, Naturalis Historia, Libro 18. Par. 54-55
- Gli antichi Romani conoscevano l'America, arrivano nuove prove
- Fulvio Fraticelli, Direttore Scientifico Bioparco di Roma
- Lettere di Colombo, resoconti sul secondo, terzo e quarto viaggio, Ministero per i beni culturali e ambientali
- L'universal fabrica del mondo, overo cosmografia, Lorenzo d'Anania

💬 Comments
Author

L'ECOMMERCE DEL BAR DI ROMA ANTICA

EFFETTUA UNA DONAZIONE AL BAR DI ROMA ANTICA E OTTIENI LA GRATITUDINE DEI LEGIONARI

Author — Roberto Trizio

Author

Ciao Roberto! Adoro i tuoi video. Volevo farti sapere che ho menzionato questo video nel mio video di oggi. Grazie mille per i fantastici contenuti!

Author — polýMATHY

Author

Ciao Roberto, a mio avviso la prova più importante è che Ipparco calcola la longitudine e la latitudine delle Isole Fortunate e Lucio Russo dimostra che corrispondono con precisione alle coordinate delle Piccole Antille (vi è un paper su questo). Inoltre Ipparco calcola la longitudine e la latitudine di un località più a nord, cui i cartaginesi sarebbero giunti: corrispondono, ancora una volta con straordinaria precisione, alle coordinate di Tule, sulla costa orientale della Groenlandia. Per Lucio Russo è fondata l’ipotesi che, grazie ai cartaginesi, i popoli mediterranei abbiano frequentato le Piccole Antille e, probabilmente, buona parte dell’America centrale in maniera continua e per molto tempo: probabilmente anche per cinquecento anni. Il punto è che per calcolare la longitudine, all'epoca, l'unico sistema era rappresentato dalle eclissi di Luna (ne avvenivano un paio all'anno) ergo i Cartaginesi giunti nel nuovo mondo prima dei romani, dovevano sostare in quei luoghi per diverso tempo. Forse i Romani sono venuti a sapere di quelle rotte dagli stessi Cartaginesi, poi distrutti (purtroppo). Sul fatto che pensassero alle indie, Ipparco, sulla base dei dati di Seleuco, sapeva che le maree dei due oceani sono notevolmente diverse (in particolare perché le disuguaglianze diurne, vistose nell'oceano Indiano, non sono visibili nell'Atlantico) ne aveva dedotto l'esistenza di quella che noi chiamiamo America. Tutto questo PRIMA dei romani.

Author — Matteo Putzulu

Author

Video interessante, ben costruito e documentato.
L'unico "indizio" che non mi sento di condividere è quello che riguarda Colombo. E' noto che tanto Alessandro quanto i Greci e i Romani si spinsero fino in India, ovviamente via terra. E' altrettanto noto che Colombo intendeva raggiungere "le Indie" via mare ("buscar el levante por el ponente"). Quindi, quando richiama gli "sforzi affannosi" fatti da Alessandro, Greci e Romani, fa evidentemente riferimento alle campagne di conquista effettuate via terra, procedendo verso oriente, non verso occidente come voleva fare lui, per dimostrare che la via da lui scelta era meno onerosa e più agevole.

Author — Ennio Ricciardi

Author

Davvero piacevole e interessante come sempre. Ciò che mi piace di più è l'onestà intellettuale nell'esporre gli indizi e dichiarare che sono tali. Quello che non capisco è che ad ogni video ci sono alcuni che utilizzano il "non mi piace" anche quando, come in questo caso, l'argomento è trattato con la massima semplicità e chiarisce ogni dettaglio.

Author — Raffaele Ilardo

Author

Anni fa ho letto un libro della collana "Urania" dal titolo "Aquiliade" dove si narrava di un universo parallelo, dove i Romani avevano raggiunto la "Terra Nova" con delle navi a vapore durante il regno di Nerone...sara' stata anche fantascienza, pero' la storia era interessante con diversi spunti calcolati ad arte. Comunque i miei migliori complimenti prof.👍👍👍

Author — tre novembre

Author

Cavolo Roberto, quanto è cresciuto il tuo canale! Mi ricordo ancora quando mi ero iscritto e ne avevi 77.000 (ora quasi 200.000, wow)!
Continua così, sei un grande ❤

Author — Galyctis

Author

Ipotesi interessante e, se confermata, veramente rivoluzionaria per la Storiografia in generale! Grazie come sempre, Nobile Trizio! Saluti dalla Colonia di Luni! 🏛️💪

Author — Simone Biggi

Author

Rimango meravigliato da come spieghi! Adoro ascoltare ed imparare fatti e curiosità dell'epoca nei momenti liberi. Accresci la cultura generale in maniera leggera ma allo stesso tempo aporofondita. Sei un maestro!

Author — Giorgio Tomas

Author

C'è un libro: "Quando i Romani andavano in America". Poi, ebbi occasione di vedere un bassorilievo prestato dal museo Del Bardo, che rappresentava, or non ricordo quale, una divinità che teneva in mano una canna di mais con pannocchia e foglia inconfondibile. Se trovo la foto, sarà mia premura postarla in questo sito. Vi saluto romanamente: VALE! AD MAIORA!😁

Author — Mirco Grosso

Author

Questo è un ottimo argomento, spiegato come al solito in un modo semplice da capire

Author — AQM_Steelix

Author

Video interessante ed affascinante come sempre in questo canale (uno dei miei preferiti). E' un piacere potersi giovare di queste soluzioni di divulgazione; se non altro perchè utilizzabili nelle pause dal lavoro, mentre altri mezzi richiedono i tempi del lavoro e non possono essere i miei, perchè relativi ad altri campi.
Azzardo le mie considerazioni, ribadendo di non essere del campo.

Do per scontato che le navi romane idonee a superare l'oceano fossero quelle tonde da carico e con vela; non quelle militari piatte ed appesantite da tanti rematori, che immagino finalizzati primariamente alle manovre in battaglia. Ai tempi di Colombo, i viaggi oceanici si servirono di caravelle e caracche, quando ancora si usavano nel mediterraneo navi militari a remi (si pensi alla battaglia di Lepanto).

I piani romani, macedoni e greci per raggiungere l'India erano ragionevolmente intesi nella direzione verso oriente. Non vi è ragione di credere che volessero raggiungerla superando l'oceano. L'okeanos della tradizione greca faceva nei tempi antichi molta più paura di quanta ne farà ai tempi di Colombo.
Non so quali erano le valutazioni ufficiose degli studiosi laici del tempo su sfericità e diametro terrestre, a prescindere dai dogma cristiani ufficiali e tramandati nei secoli medievali.

Per quanto riguarda le sementi, è più ragionevole ipotizzare contatti tra africani e centroamericani. Non parlo di traffici regolari, ma di barche lanciatesi all'avventura e portate dalle correnti da una costa all'altra. E' normale che si portassero le sementi, per sostenersi all'arrivo in nuove terre.
Se i romani avessero avuto cognizione di una via occidentale per le "Indie" (sic), la cosa sarebbe sicuramente emersa nei loro innumerevoli scritti ed in ciò che attentamente veniva tramandato dagli scribi medievali. L'eventualità di una pervicace opera di cancellazione di tale cognizione, ad opera della Chiesa Cristiana nel medioevo, magari è possibile, ma credo esagerata. Neppure la Chiesa arriverebbe al punto da ignorare una potenziale via commerciale per un dogma; ne hanno ignorato di ben maggiori nei secoli al fine di arricchirsi e per acquisire potere.




Non trascurerei neppure l'eventualità che le sementi abbiano fatto il percorso inverso, tra isole del pacifico e poi la via della seta. Se si parla di viaggi e rapporti occasionali, sono più ipotizzabili questi (nonostante le distanze), che quelli attraverso l'Atlantico (vista la vicinanza etnica e genetica tra genti da una parte all'altra del Pacifico e la distanza dello stesso tenore tra quelle ai margini dell'Atlantico).
Vorrei conoscere le ipotesi che si fanno per rapporti occasionali tra Cina, India ed altre civiltà del sud-est asiatico con le Americhe, del genere di quelli ipotizzati in questo video. Erano certamente tentati da spedizioni nel Pacifico, più di quanto romani ed africani fossero interessati a spedizioni attraverso l''Atlantico.

Author — Naufrago

Author

Ciao Roberto, grazie per i tuoi video sempre puntuali e accattivanti. Relativamente a questo video posso solo immaginare, su suggestione, che la cosa sia possibile. Anche i vichinghi nel loro viaggio verso ovest hanno chiamato la costa ovest d l Canada "vinland" intendendo che li si coltivava la vite!
Comunque, essendo i romani arrivati in Caledonia hanno sicuramente sentito parlare dell rotte marittime del Nord e di Atlantide, che abbiano deciso di seguirle???

Author — Vincenzo Cinquepalmi

Author

Ringrazio tutti coloro che, hanno contribuito al video, devo dire veramente bello e interessante che ha approfondito le mie conoscenze e ha risolto una domanda che mi sono sempre posto. Grazie mille.
Se possibile si può fare un video sul significato dell' aquila romana ?

Author — Gabriele Bonacci

Author

Innanzitutto mi complimento per il tuo spirito analitico. In merito alla possibilità tecnica delle navi romane di attraversare l'Oceano ho molti dubbi. Le navi romane possono assomigliare alle navi norrene: scafo basso, a remi e a vela quadra (le navi norrene hanno profili più "snelli"). Per cui, secondo me, I romani potevano raggiungere l'America solo allo stesso modo: costeggiando la Groenlandia. Per l'attraversamento dell'Oceano, per diversi motivi credo occorrevano fiancate molto più alte e profilo più "bombato" (per avere la meglio sui mari moooolto mossi che si sarebbero potuti incontrare - difficilmente paragonabili a quelli mediterranei). Tecnicamente erano più adatte le navi dei Veneti, descritte non mi ricordo se da Cesare o da Agricola (fiancate alte, senza remi). Non sono affatto un tecnico, e, quindi, le.mie sono solo supposizioni, magari profondamente sbagliate. Se vuoi, fammi sapere cosa ne pensi. Ciao.

Author — Gianpiero Crucianelli

Author

Bellissimo video, mi ha preso molto e l'ho trovato veramente interessante.
Mi è rimasto solo qualche piccolo dubbio.
Per esempio, se veramente i romani hanno importato e provato a coltivare il mais come mai non è pervenuto ai giorni nostri?
Se ne sono liberati perché non lo hanno ritenuto una coltura utile?
E poi la descrizione del "miglio indiano, dello storico romano coincide con quella del mais?
Mi riferisco alle caratteristiche di coltivazione, sono proprio quelle?
Per il resto sono giunto le stesse conclusioni di Roberto nel video 👌☺

Author — davide nardi

Author

Molto interessante! Leggerò tutti i libri che hai menzionato, dato che nessuno li conosce e vengono purtroppo completamente ignorati, non facendo parte dei programmi di studio. Visto quanto detto, sono anch'io del parere che probabilmente ci erano finiti. PS: mi piace tantissimo la musica che utilizzi per i video.

Author — Diario Carnivoro

Author

C'e' una complicazione: Romani e Greci conoscevano bene l'India, e le loro navi raggiungevano di rado ma regolarmente persino la costa est: Madras, oggi Chennai, aveva una colonia europea in epoca romana.
Quindi, quando Colombo parla degli sforzi romani per raggiungere l'India, probabilmente si riferiva agli sforzi romani di raggiungere l'India, quella vera, non quella sbagliata.

Author — CollineVerdi

Author

Ottimo video! Sono pienamente d'accordo con le tue conclusioni; i romani (così come i fenici ei greci) erano in grado di raggiungere il continente americano. Inoltre, se i popoli polinesiani, con barche molto primitivi, raggiungessero anche le isole più remote dell'oceano più grande del mondo, (e secondo alcune indicazioni raggiunsero anche il continente americano) i popoli dei navigatori mediterranei, con navi molto migliori, avrebbero potuto benissimo attraversare l'Atlantico, più piccolo del Pacifico. Ave Romani! Saluti dall'Uruguay!!!

Author — JJBergamin

Author

Non so, io (per quanto ne sappia meno di te) sono convinto fino a un certo punto. Il fatto che esista qualche indizio in entrambi i sensi (immagini di ananas e pappagalli in Europa, è sculture e mattoni romani in America) ma senza che ci sia il minimo accenno letterario a una terra a ovest dell'oceano, mi fa pensare che qualcuno ogni tanto ci andasse in America ma clandestinamente. Qualcuno, verosimilmente molto lontano dagli occhi di Roma, ha trovato la via per raggiungere l'America ma il segreto è rimasto confinato a pochi gruppi, clandestini o quanto meno molto autonomi dall'autorità centrale romana, e rimasti inosservati ai geografi e agli storiografi.

Author — bruso novantuno